Unità Operativa Neurochirurgia III
Direttore: prof. Sergio Paolini
Il meningioma è un tumore cerebrale benigno.
Origina da una delle membrane che rivestono dal cervello (in sintesi, dalla "dura madre", anche se vi è un ruolo dell'aracnoide). Originando al di fuori del cervello, si mantiene ben separato (e separabile) da esso.
In genere cresce lentamente e mantiene dimensioni ridotte, senza creare alcun fastidio.
In altri casi raggiunge dimensioni considerevoli, al punto da creare problemi alle strutture su cui si appoggia.
Vi è una distinzione cruciale tra i meningiomi di convessità e quelli della base cranica.
I meningiomi di convessità crescono nella parte più alta del cranio, a contatto con il cervello. Gli eventuali sintomi, riflettono il malfunzionamento dell'area cerebrale su cui si appoggiano. La loro asportazione è relativamente agevole.
I meningiomi della base cranica crescono nella parte più bassa del cranio. In una porzione particolare della base cranica (la fossa cranica posteriore), crescono a contatto con arterie, nervi ed una struttura estremamente nobile (più del cervello): il tronco encefalico. L' asportazione di un meningioma della base cranica è particolarmente delicata; richiede attrezzature ed esperienza.
I meningiomi sono patologie sporadiche, cioè non ereditate. Di norma non è necessario alcun controllo. Vi sono alcune rare condizioni genetiche, ad esempio la neurofibromatosi, che si possono accompagnare allo sviluppo di meningiomi. I familiari affetti dalla stessa condizione genetica devo a loro volta fare i controlli RM.
I meningiomi sono leggermente più frequenti nel sesso femminile.
Vi sono alcune circostanze associate al rischio di sviluppare meningiomi: l'esposizione ad una alta dose di radiazioni, alcune malattie la Neurofibromatosi.
I meningiomi tipici crescono lentamente. Vi sono persone in cui crescono nell'arco di decenni. In altri casi, pur mantenendo il loro carattere benigno, possono crescere più rapidamente
Non vi sono accorgimenti relativi al normale stile di vita, in grado di prevenire lo sviluppo o limitare la crescita di un meningioma.
L'aspetto del meningioma sulla Risonanza Magnetica è molto caratteristico. In genere è inconfondibile.
Vi sono alcune forme tumorali non sempre benigne che sulla Risonanza possono apparire come un meningioma. A volte si sceglie di rimuoverlo proprio perchè si nutrono dei dubbi sulla natura. In questi casi diventano importanti l' anamnesi del paziente e l'esperienza del chirurgo. E' comunque un'evenienza rara.
La gamma-knife è una forma di radioterapia, spesso efficace sui meningiomi di piccole dimensioni. Siamo soliti consigliare questa opzione quando il meningioma provoca sintomi oppure tende a crescere, ma i rischi di un intervento chirurgico sono ritenuti eccessivi. I fattori che incrementano il rischio possono essere diversi: sede inaccessibile, età avanzata del paziente, presenza di altre malattie.
A volte, la progressione riscontrata sulle immagini RM è lievissima o addirittura dubbia. In questi casi occorre buon senso. Se la progressione è netta bisogna pensare a qualche forma di trattamento: re-intervento e/o radioterapia. La decisione dipende da molti fattori tra cui l'esame istologico, la sede della recidiva, l'età e le condizioni del paziente, l'esperienza del chirurgo.
I meningiomi atipici o di grado 2 (ultima classificazione CNS) hanno un comportamento più esuberante. L'asportazione completa è spesso seguita da guarigione definitiva (come per i meningiomi tipici) ma in alcuni casi permane una tendenza alle recidive. Per questo è bene fare dei controlli postoperatori un pò più frequenti.
Da poco, sono stati identificati dei marcatori molecolari che aiutano ad individuare i casi più a rischio di recidiva.
MENINGIOMA CEREBRALE
Molto spesso i meningiomi possono essere solo seguiti con i controlli. Il caso più tipico è quello di un meningioma piccolo, scoperto per caso, senza dubbi sulla diagnosi. In altri casi è bene intervenire.
Nell'anno 2024 l' IRCCS Neuromed ha effettuato 398 interventi per tumore cerebrale (fonte: PNE Agenas 2025).
La media nazionale 2022 , su 164 strutture censite da Agenas è di 84 interventi/anno per struttura.
Il Neuromed e il gruppo del prof. Paolini sono ai primi posti in Italia per volume di attività .
La casistica complessiva (-> Aprile 2025) di tumori cerebrali operati personalmente dal prof. Paolini è di 2135 casi.
Dipende dalla sede e dalle dimensioni del meningioma. Un meningioma della convessità può richiedere meno di un'ora, un meningioma della base cranica anche 6-7 ore.
La mini-invasiva è adatta solo ad alcuni meningiomi.
Quello estetico è il vantaggio meno rilevante.
Come abbiamo mostrato in questo studio, le complicanze di ogni tipo si riducono nettamente. Questo consente alla maggior parte dei pazienti di essere dimessi in condizioni uguali o migliorate rispetto al momento del ricovero.
Altri vantaggi rispetto agli approcci tradizionali:
Durata dell'intervento più breve
Perdita di sangue irrilevante
Degenza postoperatoria più breve
Possibilità di accedere in tempi più rapidi ad eventuali terapie adiuvanti (es: radioterapia)
No. La cicatrice è di pochi centimetri, coperta dai capelli.
Dipende dalla sede e dalle dimensioni del meningioma.
La maggioranza dei meningiomi ha un rischio chirurgico estremamente basso (<0,5%)
I meningiomi molto voluminosi e i meningiomi della base cranica, aderenti ai nervi cranici e alle arterie. hanno rischi di complicanze più concreti (fino al 5%) ma molto variabili a seconda del caso. Questi rischi possono ridotti al minimo utilizzando una tecnica di rimozione adeguata e attrezzature di ultima generazione.
L'alterazione della personalità (da non confondersi con alterazioni della memoria, del tono dell'umore oppure del linguaggio) viene osservata raramente prima dell'intervento in alcune forme particolari di meningiomi che comprimono entrambi i lobi frontali. Non l'abbiamo mai osservata come sequela di un intervento.
Nella nostra casistica la mortalità intraoperatoria è assente.
Nella nostra esperienza non è mai accaduto.
Tutti i pazienti, a prescindere dalle condizioni cliniche, trascorrono la prima notte postoperatoria in terapia intensiva.
La maggioranza dei pazienti non ha alcun dolore. Vi può essere, a volte, un lieve mal di testa.
I pazienti che arrivano all'intervento in condizioni integre vengono messi in piedi tra la prima e la seconda giornata postoperatoria.
La dimissione avviene normalmente in quinta giornata.
Nella maggioranza dei pazienti con deficit preoperatorio, osserviamo un recupero completo. I pazienti che arrivano all'intervento con deficit gravi e consolidati da molto tempo, possono non recuperare o recuperare parzialmente.
Non è prevista riabilitazione. La maggioranza dei pazienti viene dimessa in condizioni uguali o migliorate rispetto al preoperatorio. In casi particolari (es: pazienti che arrivano già con disabilità oppure sviluppano deficit durante la degenza) avviamo la riabilitazione durante il ricovero.
In sedi particolari, ad esempio la base cranica, l'asportazione radicale di un meningioma può comportare dei rischi eccessivi. In questi casi la strategia migliore è lasciare in sede una piccola parte del tumore. Se il residuo è davvero modesto spesso non è necessario fare altro. In ogni caso, saranno necessari dei periodici controlli di Risonanza Magnetica per verificare che non ricresca.
Faremo dei controlli RM che si diluiranno nel tempo. La frequenza dei controlli dipende dalla natura del meningioma (grado I o grado II), dalla sede, dall'eventuale presenza di residui e dalle dimensioni raggiunte dal meningioma momento dell'intervento.
Durante l'intervento, siamo in grado di monitorizzare in tempo reale le seguenti strutture, consentendo di preservarne le relative funzioni:
Via piramidale (capacità di muovere gli arti)
Via somestesica (sensibilità degli arti)
Nervo oculomotore (movimenti degli occhi)
Nervo trigemino (sensibilità del volto, movimenti della mandibola)
Nervo abducente (movimenti degli occhi)
Nervo faciale (movimenti della faccia)
Nervo acustico (udito)
Nervi glossofaringeo e vago (deglutizione, voce, pressione arteriosa, frequenza cardiaca)
Nervo accessorio (movimenti della spalla)
Nervo ipoglosso (movimenti della lingua)
