Unità Operativa Neurochirurgia III
Direttore: prof. Sergio Paolini
La nevralgia del trigemino è una malattia nota da secoli.
I sintomi sono caratteristici: dolore improvviso, come una scarica elettrica su una metà del volto
Il dolore è scatenato da attività semplici come toccare il viso, parlare, masticare, lavarsi i denti.
Nel tentativo di non scatenare il dolore queste persone finiscono per evitare tutte queste attività . Non è raro che il paziente perda peso (pur di non mangiare), parli solo "a denti stretti", trascuri l'igiene personale (radersi, lavarsi i denti).
E' stato dimostrato che la causa della nevralgia del trigemino è una ipersensibilità del nervo al contatto con un vaso arterioso. Si parla così di conflitto neurovascolare.
La carbamazepina (Tegretol o analoghi) o l'oxcarzepina sono i farmaci più efficaci nella terapia della nevralgia del trigemino. Spesso, soprattutto nelle prime fase, riescono a spegnere completamente il dolore. Solo in seconda linea, di norma, vengono essere utilizzati altri farmaci (es: pregabalin, gabapentin, amitriptilina).
In alcuni casi l'efficacia della terapia si perde con il passare del tempo. La mancata risposta alla terapia farmacologica è una classica indicazione al trattamento chirurgico. Un altro motivo per intervenire è se il farmaco riesce a controllare il dolore ma lo fa al prezzo di effetti collaterali non tollerati.
Il trattamento chirurgico consente la terapia "eziologica" (cioè, alla radice) della nevralgia. Con tecniche variabili (la più nota è l'interposizione di un "cuscinetto") viene effettuata la separazione del nervo dall'arteria.
L'intervento chirurgico è attualmente considerata la forma di trattamento più efficace.
Vi sono diverse procedure che puntano a risolvere il dolore senza intervento: procedure percutanee (es: microcompressione, termocoagulazione, radiofrequenza, glicerolizzazione) o gamma-knife. La maggioranza di queste terapie sono "ablative", cioè si propongono di controllare i sintomi alterando le fibre nervose che trasmettono la sensazione del dolore. Il profilo di efficacia e di effetti collaterali di queste procedure non è paragonabile a quello della chirurgia. Tuttavia, in casi selezionati, rappresentano una buona alternativa e - a volte - la prima scelta.
La Risonanza Magnetica effettuata con modalità particolari (sequenze volumetriche) è lo strumento più efficace per dimostrare la presenza di un conflitto neurovascolare. Di norma, va effettuata. Vi sono molti casi, però, in cui il conflitto non si vede e casi in cui sembra vedersi ma poi non è confermato in sede chirurgica. L'esperienza del clinico, in genere, è dirimente.
Si ammette la possibilità di un conflitto esercitato da vene piuttosto che, come di norma, da arterie. La reale frequenza con cui possa dare sintomi non è chiara.
In alcuni casi, una nevralgia del trigemino del tutto "tipica" si sviluppa come conseguenza della compressione effettuata sul nervo trigemino da parte di un tumore cerebrale. Il caso più frequente è quello di un meningioma (tumore benigno) della fossa cranica posteriore.
Alcuni pazienti riferiscono peggioramento della suscettibilità al dolore e della frequenza degli attacchi in occasione di stress o cambiamenti del clima. Ma non vi è una chiara relazione.
Non vi è alcuna alcuna relazione di causa-effetto. Tuttavia può capitare che manovre odontoiatriche, perfettamente eseguite, inneschino in soggetti predisposti la comparsa di una nevralgia altrimenti "dormiente".
Può anche capitare che la nevralgia simuli un dolore a partenza dei denti e induca ad effettuare cure o anche estrazioni dentarie senza beneficio.
Una nevralgia del trigemino può essere "atipica" per vari motivi: non vi è la caratteristica presentazione a scarica elettrica, il dolore dura più a lungo e spesso non vi è nessun particolare stimolo a provocarlo, la sede del dolore è incostante o bilaterale.
Le forme associate a sclerosi multipla sono spesso atipiche.
Una nevralgia "atipica" si distingue per una risposta più difficile e incostante ai trattamenti, compreso quello chirurgico.
La nevralgia del trigemino è una malattia piuttosto imprevedibile e sono noti molti casi in cui il dolore è andato in remissione spontaneamente, senza un chiaro motivo.
NEVRALGIA DEL TRIGEMINO
FAQ intervento
In caso di dolore insopportabile, tale da compromettere funzioni basilari (mangiare, parlare, toccarsi il volto, lavarsi i denti), non controllato dai farmaci oppure controllato dai farmaci al prezzo di effetti collaterali.
Nei casi in cui l'età del paziente o le comorbidità comportino un rischio elevato, incompatibile con l'anestesia generale.
Per le forme tipiche, abbiamo documentato la regressione immediata del dolore "a scossa elettrica" nel 100% dei casi trattati. Le forme atipiche o quelle associate a sclerosi multipla hanno un risposta incostante, da valutare individualmente.
Vuol dire che viene effettuato attraverso un'incisione e una finestra molto piccola. Tutto si svolge al microscopio. Il vantaggio non è solo estetico, poichè l'apertura di piccole dimensioni riduce nettamente il rischio di alcune complicanze.
I rischi dell'intervento sono estremamente bassi. Consistono in genere nello sviluppo di ematomi o di alterazione delle sensibilità o del movimento del volto. Nel complesso l'incidenza di complicanze maggiori è dello 0,4%.
No. Una volta scomparso il dolore, aboliamo l'assunzione di farmaci nei nostri pazienti.
L'intervento abolisce del dolore senza ulteriori disturbi. In alcuni casi, soprattutto nei pazienti che hanno già subito altri interventi, può residuare una sensibilità ridotta o alterata nella zona dove prima c'era dolore. Questo sintomo non è mai paragonabile al dolore preoperatorio e in genere scompare nell'arco di alcuni mesi.
Nella nostra casistica, l'incidenza di recidive (cioè ricomparsa del dolore dopo completo beneficio postoperatorio) è sotto il 4%. Quindi, le recidive sono sempre possibili ma decisamente rare.
Oltre il 96% dei pazienti è libera dal dolore per tutta la vita.
Di norma, dopo 3-4 giorni dall'intervento.
Sì. L' intervento previene la comparsa di dolore in risposta a qualunque stimolo.
No la cicatrice è molto piccola e resta nascosta sotto i capelli, dietro l'orecchio.
Il tempo chirurgico (esclusa anestesia) è circa un'ora e mezza.
La sede dell'intervento non ha niente a che fare con il funzionamento del cervello e le funzioni "superiori". Quindi non vi è questo rischio.
Operiamo con successo molti casi di nevralgia senza evidenza di conflitto neurovascolare sulla Risonanza Magnetica.
Non è detto. Ad oggi, nessuna procedura consente questo risultato. Tuttavia, il modo con cui l'ernia viene rimossa può ridurre al minimo il rischio di futuri problemi.
