Unità Operativa Neurochirurgia III
Direttore: prof. Sergio Paolini
ERNIA DEL DISCO CERVICALE
Non è detto
Non è detto. Alcuni casi possono risolversi senza intervento.
L'intervento va preso in considerazione se vi è dolore che non si riesce a controllare in nessun modo oppure se dalla Risonanza Magnetica e dall'esame clinico emergono segni di mielopatia cioè di sofferenza del midollo spinale.
I casi in cui ha senso effettuare un intervento preventivo cioè in persone che hanno un'ernia ma non hanno sintomi sono piuttosto rari. Ma possibili.
Di prassi, la RM postoperatoria mostra l'asportazione dell'ernia e quindi la scomparsa della compressione sul midollo. Se prima dell'intervento era visibile un'area di mielopatia, questa resterà visibile - come una cicatrice sul midollo - anche a distanza di anni dopo l'intervento. La presenza di questo "esito" non è incompatibile con un recupero, anche completo.
FAQ intervento
Il disco intervertebrale viene rimosso sotto visione microscopica, quindi viene rimossa l'ernia. Al posto del disco si inserisce uno spessore metallico (cage).
Se il sintomo principale è il dolore a un braccio, abbiamo la sostanziale certezza che si risolverà completamente.
Se i sintomi sono legati a mielopatia (es: formicolio, impaccio nei movimenti degli arti) nella quasi totalità dei casi vi è un recupero, anche brillante. Tuttavia, non è possibile prevedere in alcun modo se il recupero sarà completo.
Notoriamente, il rischio peggiore di questo tipo di interventi è una compromissione del movimento sui 4 arti (tetraparesi). Altri rischi noti sono le lesioni dell'esofago o l'abbassamento permanente (disfonia) del tono della voce.
Nella nostra esperienza su degli ultimi 20 anni non abbiamo mai riscontrato complicanze di questo tipo.
No
Sì
Se si interviene su un solo disco, meno di un'ora. Su due dischi meno di due ore.
Accanto all' esperienza chirurgica, uno strumento fondamentale per contenere i rischi è il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio. Neuromed è stato pioniere su questi standard di sicurezza, poichè il monitoraggio intraoperatorio viene eseguito routinariamente su tutti gli interventi da oltre 20 anni. Questo ha consentito di acquisire particolare esperienza e aggiornare in continuazione gli standard di sicurezza.
